“For the first time, scientists identify a neural population highly selective for music.”

“MIT neuroscientists have identified a neural population in the human auditory cortex that responds selectively to sounds that people typically categorize as music, but not to speech or other environmental sounds.”

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Corteccia uditiva e corteccia motoria, insieme ai sistemi sottocorticali, si attivano sia quando i soggetti rispondono col movimento al ritmo musicale sia quando semplicemente ascoltano la musica.  Gli studi di Zatorre e Chen hanno dimostrato attraverso neuroimmagini come addirittura immaginare la musica attivi le stesse aree di un ascolto effettivo!

L’interazione tra sistema uditivo e motorio sulla base del ritmo musicale si presenta già nei primissimi anni di vita e rappresenta la base dell’apprendimento e dell’apprendimento linguistico in particolare.

Dott.ssa Carmela Stillitano 

“Quando si visita un paziente subito dopo un ictus o una lesione cranica, si vedono solo gli effetti totali dell’insulto: paralisi, afasia o altre disabilità. è difficile distinguere le disabilità causate dal danno anatomico da quelle riconducibili invece all’inibizione del tessuto nervoso circostante. Nella maggior parte dei pazienti, sarà il tempo a mostrare la differenza: l’inibizione tende infatti ad attenuarsi spontaneamente, di solito nell’arco di qualche settimana. In alcuni soggetti ciò non accade. A questo punto è fondamentale iniziare la terapia per promuovere quella che Lurjia chiamava “de-inibizione”.

La logoterapia può portare alla de-inibizione, ma a volte capita che fallisca; in questi casi, si potrebbe erroneamente pensare che l’afasia del paziente sia dovuta a un danno anatomico permanente e quindi irreversibile. In alcuni soggetti, però, la musicoterapia può riuscire laddove la logoterapia convenzionale ha fallito. Forse le aree corticali precedentemente inibite ma non distrutte possono essere de-inibite, lanciate di nuovo in azione risperimentando il linguaggio – seppure un linguaggio del tutto automatico, inglobato nella musica”. (Oliver Sacks)

William Weiss, in uno studio dal titolo “Long‐term average spectra of continuous speech before and after Tomatis audio‐vocal training”, ha dimostrato gli effetti del training audio-vocale Tomatis su tre soggetti balbuzienti. Tra i diversi dati, è emerso sia un incremento di energia nella banda tra 800 e 1200 Hz sia un rafforzamento delle formanti. Per conoscere i dati completi emersi dallo studio e le conseguenze associabili alla balbuzie… leggi l’articolo

Dott.ssa Carmela Stillitano

L’Effetto Tomatis, secondo il quale la voce riproduce le frequenze che l’orecchio è in grado di percepire, è stato dimostrato nel 1957 da Raoul Husson.

Nel 2013 viene pubblicato uno studio che spiega i meccanismi neurali secondo i quali il controllo della voce è strettamente dipendente dal feedback uditivo.

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Diverse ricerche, grazie a test validati a livello internazionale, dimostrano i miglioramenti che il metodo Tomatis può determinare in soggetti autistici. Il presente studio si è svolto su 6 ragazzi di età compresa tra i 4 e gli 11 anni.

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L’ascolto della musica di Mozart, secondo il protocollo deciso dal Prof. Attanasio e colleghi, ha determinato un miglioramento nella percezione soggettiva dell’acufene.

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Questi risultati fanno ben sperare per il lavoro di ricerca che stiamo portando avanti in collaborazione con il Tinnitus Center di Roma sul metodo Tomatis. Lo scopo della ricerca è individuare, tra le varie possibilità che dà il metodo Tomatis, un protocollo che sia specifico per pazienti con acufeni, sulla base del disturbo uditivo (iperacusia, ipoacusia) e della caratterizzazione dell’acufene.

Dr.ssa Carmela Stillitano