Cantante “La voce che galleggia sopra la colonna di fiato”

Ho 37 anni e canto da quando ne avevo 18. Ho iniziato a cantare in un coro, accompagnando questa esperienza a uno studio della tecnica vocale, seguita dallo stesso direttore che è anche un insegnante di canto. Ho sempre avuto una voce naturale che si prestava ad una impostazione lirica, per cui  il mio impegno nello studio è sempre stato saltuario e poco costante e intervallato da lunghi periodi in cui non frequentavo le lezioni. Negli anni sono diventata, oltre che corista, anche la solista dell’ensemble. Dal 2010 sono entrata a far parte di un gruppo vocale a cappella, sperimentando anche tecniche vocali diverse da quelle precedentemente collaudate, avvicinandomi allo studio del canto moderno e di una vocalità più leggera.

Ho iniziato a sperimentare il metodo Tomatis per risolvere alcuni problemi vocali che negli anni erano insorti, inducendomi, a un certo punto del mio percorso di cantante, a voler addirittura abbandonare. Il problema era dovuto a dei difetti tecnici e irrigidimenti muscolari che mi impedivano di emettere i suoni liberamente. Riuscivo a cantare solo usando il registro di petto e avevo notevoli difficoltà in quello misto e di testa. Emettevo suoni laringei, la voce risultava appesantita e si spezzava. Tutto questo generava una enorme difficoltà nel sostenere i suoni e i fraseggi lunghi e, di conseguenza, l’intonazione risultava quasi sempre calante. Inoltre sono un’insegnante di scuola primaria, mestiere che non si concilia molto bene con quello della cantante: dovendo parlare per molte ore al giorno mi stancavo molto e non escludo che parte dei problemi vocali che riscontravo, traessero la loro origine proprio da tale affaticamento. A fine giornata avvertivo un senso di pesantezza alle corde vocali e un gonfiore in corrispondenza della zona laringea.  La voce parlata si stava progressivamente scurendo, non riuscivo nemmeno più ad alzare il tono della voce: se ci provavo avvertivo un dolore acuto alla laringe e la voce si rompeva. 

L’imperativo era trovare una soluzione a tutto questo o smettere di cantare. Ho iniziato, quindi, un regolare e intensivo percorso di studio della tecnica vocale. Trascorsi due anni, ero riuscita a risolvere la maggior parte dei problemi che mi avevano afflitto. Malgrado ciò, la voce continuava ad essere sfocata nelle note centrali e permaneva la difficoltà di emissione negli acuti. 

Percorso col Metodo Tomatis

Ho iniziato il primo ciclo di Tomatis nel maggio del 2018. Già dalle prime sedute ho notato degli immediati risultati positivi. La prima sensazione è stata la leggerezza nell’emettere suoni e una libertà che non avvertivo da tempo. Tutti gli insegnamenti che ricevevo a lezione e che avevo sempre messo in atto con fatica,  di volta in volta mi apparivano più chiari e naturali. Finalmente iniziavo a capire e interiorizzare quelle correzioni che con tanta fatica avevo tentato di applicare. La gola si è subito defaticata e ho smesso di avvertire quella rigidità a carico dei muscoli del collo, che mi pregiudicava una corretta e salutare emissione. Già a metà del primo ciclo di ascolti, le note centrali hanno iniziato a stabilizzarsi e a prendere corpo e i suoni acuti sono diventati più morbidi e facili. Quei suoni che prima risultavano costretti, striduli o spinti, hanno iniziato a aprirsi e ammorbidirsi. Riuscivo finalmente a respirare in modo corretto, avvertendo la piacevole sensazione che la voce galleggiasse sopra la colonna di fiato. In sostanza ho cominciato a riappropriarmi della mia vera voce, evitando di costringere il suono. Non dovevo più costruire ogni singola nota, indirizzandola verso il naso o verso la gola perché potesse suonare, ma era il fiato stesso che conduceva i suoni nella giusta direzione, arricchendosi di armonici e risultando molto più gradevole all’ascolto. Ho iniziato, inoltre, a percepire con maggiore chiarezza gli intervalli giusti tra i suoni, correggendo l’intonazione laddove prima risultava calante. I progressi sono continuati soprattutto nella fase di sospensione degli ascolti, durata 20 giorni. Durante questo periodo la voce ha preso maggiormente corpo, diventando ancora più piena e stabile.

Il secondo ciclo non ha fatto che confermare quanto avevo osservato in precedenza: l’emissione della voce si è fatta via via più naturale e ho continuato a sperimentare una piacevole sensazione di leggerezza. Ciò che ho potuto notare, durante questa fase, è stata soprattutto la capacità di distinguere i suoni con maggiore precisione. Cantando a cappella, senza l’ausilio di strumenti e avendo come riferimento solo le altre voci, un’intonazione precaria finisce col pregiudicare la performance di tutti gli altri componenti. Ogni imprecisione di ciascun membro, ora, mi giungeva all’orecchio chiara, nitida e questo mi permetteva di aggiustare e correggere i miei suoni e di emetterli con una intonazione quasi perfetta. Tutto ciò ha avuto anche un risvolto meno piacevole… con la stessa chiarezza con cui distinguevo i suoni, riuscivo anche a distinguere e classificare ogni singolo rumore avvertito nell’ambiente circostante. Ciò mi provocava difficoltà nel concentrarmi e una certa dose di nervosismo. A provocarmi disagio erano soprattutto i suoni molto intensi (sirene delle ambulanze) e quelli ripetuti (buste di plastica, carte di caramelle…). Fortunatamente nella fase di sospensione del secondo ciclo di ascolti, questo aspetto si è notevolmente attenuato. 

La terza fase di ascolti è stata il coronamento di tutti i progressi descritti in precedenza e gli effetti positivi sperimentati non hanno fatto che rafforzarsi. Ovviamente, non ho mai smesso di frequentare le lezioni di canto, che hanno accompagnato in modo costante le sedute, aiutandomi a consolidare i progressi stimolati dal metodo Tomatis: la mia postura è decisamente migliorata e riesco a tenere la schiena dritta, a non portare il collo in avanti, irrigidendo i muscoli; la voce ha subito un notevole cambiamento, anche rispetto all’emissione che avevo prima che i problemi si presentassero; ho una consapevolezza maggiore della tecnica vocale, che sto interiorizzando in modo crescente; ogni volta che si riaffaccia un dubbio su come e dove “mettere la voce”, non mi sento  più smarrita come un tempo, ma riesco subito a razionalizzare e tornare a una corretta emissione; l’intonazione è sempre più ferma e sicura; la voce parlata è molto più alta e squillante e riesco a parlare per parecchie ore di fila senza stancarmi troppo.

Il metodo Tomatis è stato una vera e propria scorciatoia che mi ha aiutato a raggiungere più in fretta e con minore fatica un traguardo che prima mi appariva molto più lontano e faticoso da raggiungere.

Sara Paragiani