Caso 1: acufeni ed iperacusia

Paziente di 55 anni, con ipertensione arteriosa (minima alta), disfunzione ATM trattata con impianti. Ipoacusia neurosensoriale bilaterale selettiva nelle alte frequenze e più accentuata a sinistra.

Valutazione prima del trattamento: acufene continuo orecchio sinistro tipo sibilo/fischio insorto nel 1977 in seguito ad un trauma acustico, con un buon compenso fino al 2006, successiva crisi per 18 mesi e altra crisi a novembre 2014

Il THI: 60 (grado 4 severo), il questionario sull’iperacusia 19 (positivo). Pitch acufene 6000 LOUDNESS 90 DB e livello minimo di mascheramento a 70 db LDL (Loudness Discomfort Level): 85 DB a sinistra sulle basse e medie frequenze

Farmaci: melatonina e benzodiazepina (lormezatepam). Altri trattamenti effettuati: generatore di suono, miorilassanti (tiocolchicoside) e antiinfiammatori (diclofenac sodico) per disturbi cervicali (osteofiti C4-C6, peggiorano l’acufene)

Feedback del paziente dopo primo ciclo:

Ad una settimana dalla conclusione del primo ciclo Tomatis osservo:

1- la migliore tollerabilità ai rumori ambientali sperimentata durante il trattamento Tomatis permane e questo mi aiuta non poco, migliora la mia qualità della vita

2- la mascherabilità del sibilo, che era peggiorata fra il 4°-5° giorno di trattamento Tomatis e nei giorni successivi, è in parte rientrata. Quindi l’aggravamento registrato si è ridotto sensibilmente e, forse, rientrato.

3- Utilizzo meno il mascheratore e la musica

4- Con l’aumento dell’intensità del sibilo avvenuto al 4°-5° giorno di trattamento, avevo sperimentato anche difficoltà relativamente al sonno, nonostante i farmaci. Ora la situazione sembra rientrata, con le solite fatiche, ma senza l’aggravamento sofferto.

Complessivamente sulla base di queste variabili posso dire che:

il trattamento Tomatis ha determinato un chiaro miglioramento sul piano della tollerabilità dei rumori e questo è di fondamentale importanza per la qualità della vita e sembra predisporre ad una elaborazione in positivo del sintomo acufene;

. mi sembra di tollerare maggiormente l’acufene;

. ho minor bisogno di mascheratore; 


Feedback dopo secondo ciclo:

La mia situazione è stazionaria con tendenza verso un miglioramento. La mia sensazione è che sia maggiore il tempo in cui il disturbo è più sopportabile.

. dormo qualche ora di più

. uso meno il mascheratore e un po’ meno la musica (intendo musica come esplicito ricorso, come trattamento di salvataggio)

. sto cercando di portare l’utilizzo delle benzodiazepine a zero e di sostituirlo con un prodotto standardizzato e titolato a base di valeriana e passiflora, penso di farlo entro una settimana; il passo successivo sarà scalare la melatonina da 3 mg a 2 mg che intenderei mantenere per un pò di tempo (2mg di melatonina e 2 cp di valeriana+passiflora).

Per altro verso:

alcuni rumori continuano a darmi molto fastidio e mi sembrano peggiorare la situazione, ad esempio il rumore dei decespugliatori, anche ad una certa distanza.

L’acufene continua ad alterare la percezione della musica. Ho la sensazione di aver subito una vera e propria compromissione della qualità di percezione, come se il danno questa volta abbia interessato più estesamente la capacità di ascolto.

La mia situazione è comunque migliorata, perché all’inizio proprio non riuscivo a sentire certa musica che oggi, anche se con alcuni elementi di fastidio, posso tollerare e, in alcuni casi, ascoltare.

. Qualche volta mi torna la percezione ridondante in ambiente chiuso (macchina)

. L’ascolto della musica in cuffia mi aumenta l’acufene

. Mi rimane frequentemente quella sensazione un po’ frastornata, di pensiero meno limpido

Nel complesso sto però meglio.

Dopo terzo ciclo, ritornando per il quarto:

Ottimo periodo, utilizzo mascheratore prossimo al nulla e meno musica. Sento chiaramente che miglioro. Il viaggio per Roma è andato molto bene, non ho avuto alcun disturbo dal treno, nonostante fosse piuttosto rumoroso. L’acufene è al suo minimo.

Valutazione: THI 20 (grado lieve), LIVELLO MINIMO MASCHERAMENTO 66, IPERACUSIA 11 (negativo, quindi netto miglioramento), LDL (Loudness Discomfort Level) 100.

Dopo due mesi e mezzo dal quarto ciclo:

Alla sera assumo solo 1 mg di melatonina o questa più valeriana. Se mi sveglio sento il fischio ma non mi sveglio per questo. Non uso più il mascheratore da molte settimane. Talvolta mi sembra intenso, ma poi lo rimuovo più facilmente. Passo più tempo estraniata dall’acufene. Sento meno musica, anche durante le giornate di lavoro. Ma la musica mi fa bene. Quando ci penso, o ci scrivo, effettivamente è più fastidioso. Forse sono entrata nella fase in cui il maggiore beneficio lo ottengo dallo sforzo a rimuovere. Ci sono ancora dentro, ma devo tenermene fuori.

Dopo circa quattro mesi dalla conclusione del quarto ciclo:

La situazione è più difficilmente rappresentabile. Per quale ragione (?); questa è la domanda. Mi sembra di capire che questo si debba al fatto che, prima, l’acufene era un fastidio semi-totalizzante, era, esisteva, … oggi, non generando un ben definito percepire …. sembra lo stesso, ma non mi condiziona la vita come prima. Sembra essersi semi-dissipato, c’è… e, in accordo con la termodinamica né si crea, né si distrugge ma si è trasformato in una forma dissipata, dispersa. Da un lato mi sembra di sentire un acufene corposo, dall’altro i suoi effetti sono oggettivamente meno determinanti la qualità della mia vita, ci faccio meno caso, mi danno meno fastidio. Ma veniamo alle evidenze oggettive:

. Non uso il mascheratore da tempo, ascolto meno musica per mascherare, sono tornata ad ascoltare la mia musica; musica non coprente che prima non ascoltavo.

. Alla sera, da almeno 15 gg, non assumo più nulla per addormentarmi (neppure la melatonina) e dormo; se mi sveglio sento l’acufene, ma mi riesce di riaddormentarmi. Posso dormire anche 7-8 ore

. Traffico e rumori, anche poco friendly, non mi danno noia.

. Negli ambienti chiusi non ho più problemi.

. Non parlo quasi più dell’acufene.

. Le cose che ancora mi danno fastidio e che mi piacerebbe vedere mutare:

. La rimozione duratura (oltre la variabile ore) dell’acufene

. Il fastidio del rumore delle bottiglie gettate nel bidone della differenziata quando impattano le une sulle altre 

. Addormentarmi qualche volta senza rendermi conto dell’acufene

. Leggere sul “New England Journal of Medicine”, su “Phytomedicine” … o altrove … che è stata scoperta una cura definitiva… e tornare a sentire e godere del silenzio.